Franco Del Francia
l’Uomo e il Maestro
a cura di
Mauro Dodesini
Docente
della Scuola Internazionale di Omeopatia Veterinaria “Rita Zanchi” di
Cortona (AR)
Franco
del Francia non c’è più.
Se ne è andato
in silenzio impartendoci l’ultima lezione di
umiltà e riservatezza.
Alla moglie Carla aveva chiesto il silenzio:
“
Non dire
a nessuno che sto soffrendo”…
Persino la salma nella sua
muta compostezza esprimeva ancora l’autorevolezza di un Uomo che, pur
divorato dalla malattia, suscitava il rispetto che lo ha sempre
contraddistinto.
Anche la Natura gli ha tributato il suo omaggio facendo
risplendere al sole, durante il suo ultimo viaggio, gli amati campi d’oro di
girasoli.
Maestro della stupenda professione della medicina
veterinaria e poi della disciplina omeopatica unicista, Franco è stato e
rimarrà per sempre il Fondatore della Omeopatia Veterinaria in Italia.
A testimonianza del suo infaticabile
impegno, dell’insegnamento inteso come missione nel campo omeopatico,
rimangono tutte le sue opere.
Pochi giorni prima di morire Del Francia ha
consegnato a Maurizio Testadura, suo erede spirituale, gli appunti personali
relativi alla dottrina ed all’approfondimento psicologico dei rimedi
omeopatici: il lavoro di una vita, che verrà pubblicato a beneficio di
quanti lavoreranno con
l’omeopatia.
Rimane il suo percorso che dalle prime
esperienze autodidattiche lo ha trascinato alla messa in pratica
dell’Omeopatia Veterinaria con la metodica
unicistica, cioè quella più difficile, anche
qui senza
“sconti” con quella intransigenza morale che
ha sempre pagato di persona, sulla sua pelle, pur di fare quello in cui
credeva e non quello che sarebbe
stato più facile!
Franco era un grande e tipico figlio della
sua terra: passionale e sanguigno non soltanto colto e studioso.
Studiava costantemente e approfondiva la sua
conoscenza anche lontano da occhi indiscreti nei ritagli di tempo che la
professione gli concedeva. Aveva sposato la causa dell’Omeopatia perché ne
aveva verificato i prodigiosi effetti nella
clinica e non accettava supinamente che fosse offesa tanto dai suoi
denigratori esterni quanto dai suoi balbettanti praticanti più tesi
all’autoaffermazione
che non alla validazione del Metodo.
L’Uomo era fiero, caparbio, intransigente,
come deve essere un Maestro.
Ha combattuto tutta la vita per evidenziare
l’efficacia dell’Omeopatia in Medicina Veterinaria: ha avuto la forza di
superare le derisioni, le facili critiche, le argomentazioni pretestuose,
anche in tempi difficilissimi quando un precursore deve subire la potenza
dell’estabilishment.
Ha superato tante difficoltà perché è stato in grado di
confutare le argomentazioni altrui con i fatti: le sue sperimentazioni erano
sul campo della clinica non su quello della polemica.
I risultati delle sperimentazioni effettuate
con l’Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana sono talmente evidenti che
hanno fatto nascere non soltanto collaborazioni, ma profonde amicizie.
E’ stato stroncato da un male incurabile:
non il cancro, ma l’invidia.
Il programma era già stato ratificato:
sarebbe stato il primo corso di Omeopatia Veterinaria approvato da una
Facoltà di Medicina Veterinaria in Europa.
Si rimangiarono la parola data e, all’ultimo
momento il Corso non decollò.
Questa profonda amarezza lo ha ucciso:
l’Uomo era tutto d’un pezzo, per niente incline al compromesso.
Si sarebbe spezzato, ma non piegato e così è
stato.
Era un Uomo d’altri tempi che non si
riconosceva più in un’epoca in cui non esiste il rispetto della parola data,
in cui untuose strette di mano e melodrammatici abbracci non esprimono
amicizia e considerazione, ma solo bassa piaggeria e talvolta malafede.
Gli è mancata l’ultima soddisfazione di una
vita spesa a favore dell’Omeopatia, anche lui come i tanti Artisti che la
sua generosa terra ha prodotto ha avuto la sua opera incompiuta.
Ma anche qui si è differenziato: non
dipendeva
da lui ma da altri e i nemici non erano
soltanto
al di fuori del mondo dell’Omeopatia, ma
anche
al suo interno.
Franco del Francia si laureò a Pisa nel
1950, ha,
quindi, esercitato la professione per più di
sessant’anni; è stato libero professionista, dirigente dello Zooprofilattico
a Firenze, veterinario
aziendale, giudice nazionale della razza
Frisona Italiana, veterinario comunale a Foiano della Chiana, dirigente
veterinario USSL a Siena e imprenditore in ambito omeopatico con la
produzione di rimedi omeopatici.
Dal 1981 è stato docente e programmatore di
corsi di Omeopatia veterinaria a Firenze, Milano, Napoli, Roma, Ragusa,
Cagliari e Sassari.
Dal 1989 Direttore della Scuola Superiore
Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica “Dott. Rita Zanchi” di
Cortona, la prima istituzione di medicina omeopatica concepita e creata solo
per i Veterinari nella storia delle scuole nazionali, da Lui voluta e
fondata insieme al collega Mario Sciarri, segratario e vicepresidente, che
ne è tuttora alla guida, e che in tutti questi anni, restando sempre al
fianco di Franco Del Francia, si è dedicato attivamente all’organizzazione
della scuola, condividendo con raro senso di amicizia ogni vicenda ed
evoluzione dell’istituzione e gli ideali dell’uomo.
A tutt’oggi la Scuola Superiore
Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica "Rita Zanchi" ha diplomato
centinaia di Allievi (molti di questi stranieri).
Inoltre ha organizzato seminari e ha scritto
numerose pubblicazioni (libri e lavori su riviste specialistiche), ha
partecipato a congressi nazionali ed internazionali con lavori originali,
collaborato con Istituti Universitari, Istituti Zooprofilattici,
Amministrazioni Regionali e Locali ed Associazioni di Allevatori.
Del Francia ha studiato Omeopatia con
Mattoli, Medico Omeopata, a Firenze; è stato allievo di B.Beucci, Medico
Omeopata, Arezzo; di A. Santini, Medico Omeopata, Roma; di Alfonso Masi
Elizalde, Buenos Aires, Argentina; di Eugenio Federico Candegabe, Scuola
Omeopatica Argentina. La sua evoluzione culturale omeopatica è stata segnata
dalla Scuola Argentina, dal Masi in particolare, quindi unicismo.
La sua intuizione maggiore è stata quella di
correlare le tesi del Masi, a volte affascinanti, ma poco ortodosse e non
alla portata di tutti, difficilmente trasferibili alla medicina veterinaria
eliminando gli eccessi teorici e pratici tipici del Masi.
Ad esempio, sulla falsariga del presunto
simillimo di ogni persona che dura tutta la vita (quello genetico per
intenderci), Franco ha intuito per primo il concetto di simillimo di specie,
come ad esempio per le api.
E’ inoltre noto il suo particolare feeling
per i cavalli, di cui ricordiamo innumerevoli casi risolti e con cui,
probabilmente condivideva l’indole ipersensibile, bizzosa ed irritabile.
Oltre a innumerevoli lavori scientifici
presentati a Congressi e pubblicati su Riviste specialistiche, è Autore
anche dei seguenti testi:
• Trattato di
Omeopatia Veterinaria, 2 volumi, Ed. Siderea,
Roma 1981
• Omeopatia
veterinaria per allevatori, Ed. Omit, Cisterna
di Latina, 1983
• Omeopatia
Veterinaria, Ed. RED/Studio redazionale, Como,
1985-1990
• Riflessioni di
Omeopatia in Veterinaria, Ed. Scuola di
Omeopatia Veterinaria di Cortona, 1988
• Omeopatia per
gli animali, Ed. RED/Studio redazionale, Como,
1992
• L’Omeopatia
nelle malattie degli ovini e dei caprini, Ed.
Scuola di Omeopatia Veterinaria di Cortona, 1999
• Comportamento
del cavallo e omeopatia, Ed. Scuola di Omeopatia
Veterinaria di Cortona, 2000
E organizzatore di sperimentazioni
realizzate dall’ Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana con la Scuola
Cortona.
• Impiego omeopatia nell’allevamento ovino
da latte. 2004-2006
• Miglioramento delle performance
riproduttive nell’allevamento
cunicolo intensivo, attraverso l’impiego di
farmaci
omeopatici. 2007
• Sperimentazione in allevamento suino
intensivo. 2007-2008
• Parametri di laboratorio per valutare
l’efficacia del trattamento omeopatico nella specie suina. 2008-2010
Un’ultima sperimentazione relativa alla
patologie dei suini d’allevamento uscirà postuma a breve.
E ora che lo abbiamo ricordato come persona,
come il fondatore dell’omeopatia veterinaria, ricordiamo l’amico, quel caro
amico che ci diceva sempre: “ dai che il lavoro
e la coerenza pagano sempre” e nei momenti di
scontro, non sempre comprensibili,
amava ripetere “non
ti curar di loro ma guarda e passa...” E’ quanto
dicono Maurizio Testadura e Mario Sciarri, gli amici di sempre, che hanno
condiviso il suo percorso e che a stento riescono a capacitarsi del non
averlo vicino, sempre presente, attento e coinvolto fino all’ultimo dagli
accadimenti
della sua scuola, nonostante la malattia.
Con Testadura, che lo seguiva, ancora
studente in
Veterinaria nei mattatoi e in campagna per
fare pratica e integrare la teoria universitaria, erano già amici nel 72,
prima di affrontare l’avventura omeopatica.
Ricorda Maurizio: “A
me personalmente diceva
che avrei avuto grandi
soddisfazioni con
l’omeopatia; questo concetto ha avuto
bisogno
di ripeterlo per diversi anni prima che lo
capissi
e iniziassi a fare omeopatia cosa che si è
verificata grazie a un focolaio di origine
virale
da BVH4 (aborti nelle manze e primipare in
particolare) con una incidenza cosi alta che stava mettendo a repentaglio la
vita economica
di un grande allevamento di frisone italiane
di 1800
capi. Ovviamente nessun trattamento
farmacologico controllava gli eventi abortigeni e quindi, non sapendo cosa
fare, chiesi aiuto a Franco con l’omeopatia. Per farla breve nelle bovine
trattate omeopaticamente gli aborti si fermarono al 6%, nel gruppo di
controllo al 36% che poi era il dato medio dell’allevamento. Da quel momento
ho iniziato a studiare omeopatia e con Franco, oltre all’amicizia di sempre,
si è instaurato anche un rapporto rafforzato dall’interesse comune proprio
dell’omeopatia”.
Puoi aver scelto il Rimedio più adatto ma è
soltanto un’occasione perduta per convalidare l’efficacia dell’Omeopatia,
peccato!”.
Un dogma fondamentale di Franco del Francia
è che la Scuola di Cortona fosse e si mantenesse assolutamente indipendente,
apolitica ed aconfessionale, senza scopo di lucro e che si sostenesse
unicamente con le quote versate dagli allievi.
Tali prerogative con il fine che il piano di
studi fosse lontano da ogni condizionamento di tipo commerciale e quindi
rigorosamente fedele alla metodologia classica del fondatore dell’Omeopatia,
Samuel Hahnemann.
Sua eredità spirituale quella di proseguire
nella strada unicistica della Scuola senza cedimenti “mercantili o di
opportunità del momento”.
Diceva sempre che l’Omeopatia, in ogni modo,
dava una marcia in più sia dal punto di vista della clinica sia,
soprattutto, perché aiutava a capire le motivazioni del comportamenti degli
altri.
La fecondità di un uomo si esprime non
soltanto nel numero dei suoi figli o delle sue opere ma anche nel numero di
persone coinvolte in maniera irreversibile dal suo messaggio.
Franco ha trasmesso un Amore verso
l’Omeopatia che non abbandona più nemmeno quelli che non la praticano tutti
i giorni. Anche chi ha poi seguito altre Scuole vive ancora sull’entusiasmo
trasmesso
da quell’Uomo che profondamente credeva in
quel che diceva.
Il Ventennale della Scuola di Cortona pur se
organizzato all’ultimo momento a causa delle non buone condizioni di salute
di Franco ha raccolto più presenze di qualunque altro Seminario in Italia.
Il tributo era all’Uomo e poi al Suo
messaggio: la coerenza paga sempre! Di tutto questo rimane il suo
insegnamento che si esprime con la sua creatura privilegiata, quella che ha
amato più di tutto: la Scuola di Cortona che noi tutti, suoi amici e
allievi, ci adopereremo al meglio per conservare come quel polo di
eccellenza che lui ne ha fatto. Franco del Francia non è consegnato alla
storia, ma vivrà in eterno nei nostri Cuori: la sede a cui si è rivolto per
una vita e che occuperà per sempre.